Micromachismi: 4 segnali impercettibili di machismo quotidiano.

Traduzione da Psicologìa y Mente,  Micromachismos: 4 muestras sutiles de machismo cotidiano di Bertrand Regader, a cura di Beatrice Serra.

I micromachismi fanno riferimento ad atteggiamenti sessisti nascosti e culturalmente accettati. Nei diversi ambiti della vita (lavorativo, familiare, sociale…), le donne hanno subito, storicamente, una serie di discriminazioni evidenti, che hanno relegato il sesso femminile a stereotipi e ruoli secondari nella società.

Micromachismi: cosa sono? come si manifestano?

I micromachismi sono manifestazioni impercettibili, che spesso passano totalmente inosservate, di machismo. È un machismo sotterraneo, che la maggior parte delle volte non ci fa scattare l’allarme.

Il sistema eteropatriarcale in cui viviamo impregna la vita domestica, quella lavorativa e perfino il nostro modo di comunicare. Nell’articolo di oggi ci siamo proposti di analizzare i principali micromachismi di cui sono oggetto le donne e alcuni uomini che non adempiono ai ruoli di genere eteropatriarcali.

Sessismo nel linguaggio

Una classica dimostrazione del machismo racchiuso nel nostro linguaggio quotidiano, nella nostra lingua, potrebbe essere la preminenza del genere maschile su quello femminile, tra le altre cose. Ad esempio, vediamo una conversazione fittizia che lo illustra:

– Signor maestro, come posso rendere femminile una parola?

– Partendo dalla sua forma maschile, e aggiungendo una “a” al posto della “o” originale.

– Capito, maestro. E il maschile, come si forma?

– Il maschile non si forma, il maschile esiste.

Questo dialogo è stato scritto da Victoria Sau, ed è una buona dimostrazione dell’impercettibile machismo che alberga nel nostro linguaggio quotidiano. È un machismo che non uccide, che è difficile individuare, e che è quindi comunemente accettato culturalmente.

Ruoli di genere

I micromachismi possono venire alla luce anche nei mezzi di comunicazione e nella pubblicità. Come sappiamo, i media cercano di causare un impatto su di noi, provando a venderci certi contenuti e, anche, certe idee su come dobbiamo comportarci e cosa dobbiamo pensare.

Recentemente, la catena di supermercati Hipercor ha fatto una gaffe che ha rivoluzionato le reti sociali: ha messo in vendita due magliette per bambini, una azzurra e l’altra rosa. In quella azzurra si poteva leggere: “Intelligente come papà”, e in quelle rosa, “Bella come mamma”.

È diventato subito un caso mediatico, e Hipercor ha dovuto ritirare quegli articoli, dato che ha offeso non solo il collettivo femminista ma qualsiasi persona di buon senso. È stato un micromachismo non culturalmente tollerato, per fortuna, che situava le donne all’interno dello stereotipo estetico.

Senza allontanarsi dall’attualità, è scoppiato uno scandalo anche quando El Corte Inglés ha offerto nelle sue strutture un prodotto indicato come “speciale per lei”, un pack che consisteva in una scopa e una paletta. La stessa catena vendeva aspirapolvere con il motto: “Mamma, sei la migliore”. Come se gli aspirapolvere fossero prodotti creati in esclusiva per le donne.

Altri esempi di micromachismi relazionati con i ruoli di genere: nella stragrande maggioranza delle toilettes pubbliche, lo spazio per cambiare i neonati si trova nel bagno delle donne. Potremmo forse assumere che questa tendenza non rivesta una grande importanza, ma la verità è che questo è esattamente un micromachismo: un ruolo che abbiamo assunto culturalmente come naturale, indiscutibile. Ma ci siamo mai fermati a pensarci? Questi stereotipi di genere sono capaci di persistere per generazioni precisamente a causa della naturalezza con la quale li sperimentiamo.

Ipersessualizzazione

Un altro caso lampante di sessismo si è verificato quando Carrefour ha immesso sul mercato un costume da bagno per bambine dai dieci ai quattordici anni con l’imbottitura nella parte del reggiseno. È difficile immaginare che potessero cercare di vendere costumi con l’imbottitura per bambini.

Per non parlare della quantità di volte in cui la pubblicità usa corpi femminili per vendere qualsiasi cosa: acqua di colonia, alcol, videogiochi, vestiti… Il corpo femminile viene ipersessualizzato e usato come attrattiva dalle grandi marche più frequentemente rispetto a quello maschile.

Un micromachismo che sta iniziando a farci scattare l’allarme (ed era ora) è il fatto che si usino le donne come richiamo sessuale per attirare il pubblico verso le discoteche. Ci sono stati casi clamorosi a questo proposito, che per fortuna hanno fatto indignare gran parte della popolazione, riuscendo ad ottenere il ritiro di diverse campagne pubblicitarie e le scuse degli autori.

Uso dello spazio pubblico

Il machismo non interessa solo il modo in cui usiamo il linguaggio, il modo in cui vendiamo certi prodotti o il modo in cui collochiamo ciascun genere all’interno di determinati ruoli o stereotipi. Molte donne notano che anche l’uso dello spazio pubblico possa racchiudere un certo sessismo.

Ad esempio, si discute apertamente nei forum della tendenza degli uomini a sedersi con le gambe molto aperte nei luoghi pubblici, per esempio sulla metro, impedendo alle persone che si siedono al loro fianco di stare comode, facendo sì che si vedano invase nel loro spazio. È qualcosa che può essere motivo di dibattito, dato che non è certo che siano solo gli uomini a sedersi invadendo lo spazio altrui, e anche se fosse così, potrebbe essere dovuto a certe caratteristiche anatomiche dei maschi. Questa tendenza potrebbe anche essere semplicemente spiegata da una questione di maleducazione. È difficile da chiarire.

In ogni caso, è certamente possibile che accadano fenomeni come questi, nei quali le donne sono sottovalutate o tenute in poco conto nella pubblica via. Non potrebbero certo rientrare nella categoria di micromachismo la molestia costante a cui sono sottoposte le donne quando passeggiano per strada, i complimenti e altri comportamenti che, secondo la mia opinione, costituiscono invece un machismo chiaro e, fortunatamente, sono sempre più riconosciuti e ripudiati dalla società.

Da dove nasce il concetto di ‘micromachismo’?

La storia del termine micromachismo risale all’anno 1990, quando lo psicologo argentino Luis Bonino lo usò per definire “quei comportamenti maschili che pongono l’autorità degli uomini al di sopra di quella delle donne”. In questo senso, Bonino segnala che i micromachismi “sono tirannie quotidiane, un tipo di violenza blanda e invisibile, di bassa intensità”, che rivestono la realtà in maniera impercettibile e vanno di pari passo con la logica patriarcale della nostra società.

È esattamente la facilità con la quale questi micromachismi si mimetizzano a costituire il pericolo, perché crea un danno invisibile nei confronti del sesso femminile e nei confronti di chiunque non si adegui al ruolo di genere che gli è stato socialmente assegnato. Nel caso delle donne, questo ruolo è di solito quello di assistenti, deboli, sottomesse, secondarie…

Un altro modo di classificare i micromachismi

Luis Bonino e altri psicologi hanno proposto un altro criterio per classificare questi micromachismi di tutti i giorni:

Utilitari

Si usano nell’ambito domestico e fanno riferimento al fatto che gli uomini tendono a dare la responsabilità dei compiti di cura domestica alle donne. Lo fanno solitamente appellandosi alla loro “maggiore capacità” per stirare, lavare, badare gli anziani o cucinare.

Questo potrebbe sembrare un machismo palese, e non un micromachismo, ma può assumere forme molto sottili, come il marito che dice a sua moglie: “Aspetta, che ti aiuto a stendere i panni” o “Mi piace come cucini, preferisco che lo faccia tu perché ti riesce molto bene”.

Sottigliezze con piega machista

Sono micromachismi particolarmente sottili, che perseguono l’imposizione dell’ideologia sessista e la svalutazione del ruolo della donna nella società (sia esso nell’ambito lavorativo, nelle relazioni, ecc…).

Sono sottigliezze machiste i silenzi, l’uso di una comunicazione paternalistica o l’ignorare con disprezzo una donna in quanto tale. Lo è anche usare un’ironia denigratoria verso il genere femminile.

Coercitivi

In questo tipo di micromachismi, l’uomo esercita una pressione morale, psicologica o economica per imporre il suo potere su quello della donna.

Si possono notare quando l’uomo si siede sulla poltrona migliore del salotto, controlla il telecomando o occupa uno spazio maggiore nei luoghi pubblici (ad esempio sulla metro, come abbiamo già osservato).

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